Camminando nella natura mi capita spesso di soffermarmi su pietre, tronchi o altre strutture naturali che sembrano improvvisamente prendere forma, osservarmi o mostrare espressioni e volti là dove, in realtà, non esistono.
Questo fenomeno si chiama pareidolia ed è diventato un compagno fedele delle mie avventure.
Si tratta di un meccanismo percettivo, probabilmente legato anche alla nostra evoluzione, che ci porta a riconoscere rapidamente volti, figure e possibili pericoli anche quando le informazioni visive sono incomplete o ambigue. Per i nostri antenati, cogliere tempestivamente un volto tra la vegetazione o una presenza nascosta poteva rappresentare un importante vantaggio per la sopravvivenza.
Il cammino lento si sposa perfettamente con questo tipo di osservazione: procedendo senza fretta, diventa più facile accorgersi di dettagli nascosti, forme curiose e particolari sorprendenti.
La cosa più bella è che ognuno di noi, attraverso la propria fantasia e il proprio modo di guardare, può vedere qualcosa di unico e personale. Quella che per una persona è una faccia, per un’altra può diventare un animale, una creatura fantastica o il volto di un antico abitante del bosco.
E chissà quanti dei nostri antenati, davanti a queste meraviglie naturali, avranno immaginato presenze divine, spiriti del luogo o storie magiche.
Ecco alcuni dei miei scatti: aguzzate la vista e lasciate libera l’immaginazione!